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Utente: zioflat
Sono appassionato di informatica da quando avevo 6 anni, praticamente ho quasi imparato a scrivere prima con una tastiera che con la penna... Da allora la passione per il mondo dei computer e dei videogiochi non mi ha mai abbandonato, portandomi attraverso l'evoluzione dal Vic20, al C64, all'Amiga, al PC ed infine al Mac... ma senza dimenticarmi mai degli albori, quando l'informatica era fatta di pixel più grandi, ma forse anche più "veri"!

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domenica, 07 settembre 2008

Retromusic?

Ogni appassionato di retrocomputing che si rispetti non può non nutrire una sorta di venerazione per le mitiche colonne sonore dei videogiochi... A partire dai suoni (spesso incredibilmente fastidiosi) prodotti dalle prime consoles, passando dalle incredibili evoluzioni compiute dai programmatori con le 3 voci del SID del commodore 64, sino ai piccoli capolavori suonati dall'Amiga... ma in questi ultimi casi si poteva parlare già di vera e propria "musica".
Per il momento, in attesa di trattare l'argomento più accuratamente, segnalo quella che secondo me è una vera e propria opera d'arte... Guardate cosa è riuscito a fare questo tale James Houston, con uno ZX Spectrum, una stampante, uno scanner ed una serie di hard disk... Davvero da lasciare senza parole!
BTW, il pezzo è la splendida "Nude" dei Radiohead...




Big Ideas (don't get any) from James Houston on Vimeo
postato da: zioflat alle ore 17:41 | link | commenti
categorie: radiohead, zx spectrum, retromusic, james houston
mercoledì, 27 agosto 2008

Another visitor... Stay a while, stay forever !!!

Impossible Mission - Start Screen
Chiunque abbia mai avuto un Commodore 64 non può non avvertire un tuffo al cuore riascoltando la voce digitalizzata del professor Elvin Atombender pronunciare il suo temibile incipit... Iniziava così Impossible Mission (o Mission Impossible, come veniva abitualmente storpiato il nome), uno dei giochi più famosi (e probabilmente più ipnotici) mai prodotti per il C64.
Quando lo vidi per la prima volta avevo ancora il Vic20 e quel gioco "che parlava" sembrava semplicemente incredibile... Quando passai al C64 fu un "must" averlo: mi ricordo che fu mio cugino a passarmelo su una cassetta che conteneva anche Ghostbusters, altro gioco storico che faceva ampio uso della voce sintetizzata... Praticamente fantascienza!

Il parlato di Impossible Mission era talmente bello  da fare quasi passare il gioco in secondo piano: adesso fa quasi tenerezza, con quel suo feel robotico, ma per i tempi aveva un potere quasi ipnotico... Alzi la mano chi non ha più volte appositamente premuto il tasto per ricominciare la partita solo per risentirla... o che non abbia appositamente fatto scivolare nel vuoto il povero agente 4125 solo per risentire in continuazione il suo urlo!
Dal punto di vista grafico, il gioco era forse anche meglio... l'animazione della corsa e della capriola del personaggio erano di una fluidità strabiliante, sembravano quasi digitalizzate direttamente da un film ed avevano un che di incredibilmente affascinante.

Impossible MissionIl gioco vero e proprio consisteva nel trovare, evitando i robot guardiani, i pezzi di un puzzle e di comporli a formare la password che apriva il covo dello scienziato pazzo di turno (il professor Elvin Atombender)... in realtà in assenza di qualunque manuale di istruzioni (what's??) diciamo che ci si impiegava un po' a capire di che si stava parlando, ma fa niente, il gioco era troppo bello!!
Qualche tempo dopo uscirono anche dei seguiti... Impossible Mission 2 (1988) e Impossible Mission 2025 (1994), che ne riprendevano e ne espandevano il gameplay...  mi ricordo che soprattutto il primo era molto carino, ma la magia dell'originale era tutta un'altra storia...
Per i nostalgici della sintesi vocale del C64 segnalo questo sito che consente di riascoltare le più famose sintesi vocali realizzate su C64, tra cui ovviamente Impossible Mission, Ghostbusters e Beach Head II.

... "Destroy him, my robots..."...
postato da: zioflat alle ore 22:55 | link | commenti (2)
categorie: c64 , sintesi vocale, impossible mission, epyx, 4125
mercoledì, 30 luglio 2008

L'evoluzione della specie...

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A volte mi fermo a riflettere su come siano cambiati, nel concetto e nella sostanza, i Personal Computer (o Microcomputer, come si chiamavano allora).
Penso al primo computer che ho avuto, nel 1983, e cioè ad un fiammante Vic20 che girava alla folle velocità di 1 (uno) MHz, con i suoi onestissimi 5 KBytes di RAM; già quando, l'anno dopo, mi regalarono un C64, con il suo impensabile quantitativo di memoria (64 KBytes), i suoi colori ed il suo audio, mi sembrava di avere un supercomputer della NASA.
Poi penso a come reagirei se di colpo fossi trasportato a oggi 30 luglio 2008. Con il mio iMac piatto, lucente, che suona, riproduce filmati, foto, gira a più di 2000 volte la velocità di quel Vic20 e ha 64000 volte la RAM del 64. Ma penso che la cosa di cui, più di tutto il resto, non riuscirei a capacitarmi sarebbe Internet. L'idea di potersi collegare a tutto e a tutti, in tutto il mondo, nel giro di attimi... non mi sembrerebbe solo follia, mi sembrerebbe fantascienza! D'altronde era fantascienza per quei tempi... Dopotutto William Gibson scrisse "Neuromancer" nel 1984 e forse per lui che stava negli States il cyberspazio era già qualcosa di più tangibile, visto che ARPANET già esisteva... ma per quanto mi riguarda la massima (teorica) possibilità di interfacciare il mio computer con l'esterno era un accoppiatore acustico (che detto così sembra quasi una cosa porno-sadomaso) o il mitico adattatore telematico di mamma Commodore, un cartuccione marrone che si inseriva nella porta posteriore del 64 e che consentiva di accedere al videotel della SIP (quando ancora non era Telecom) e poco più...
Quando anni dopo mi comprai finalmente un modem (avevo già un pc con Windows) fu un po' come il superamento delle colonne d'Ercole... Magari in un prossimo post parleremo un po' delle BBS e di quello che hanno rappresentato. Anzi, chissà dove ho messo il mio vecchio modem a 28 kbaud....
postato da: zioflat alle ore 19:33 | link | commenti
categorie: internet, apple, evoluzione, imac, modem, vic20
lunedì, 28 luglio 2008

Ready.

C64 Boot

Il primo post è quello più difficile. Ma come iniziare un blog sul retrocomputing se non con la schermata di avvio di uno dei computer (e forse dei prodotti elettronici) più venduti di tutti i tempi?
Ma non solo. Il C64 è probabilmente un'icona per una generazione di computer-kids. E' un simbolo. Una sorta di iniziazione che accomuna gran parte di coloro che, come me, usa i PC (inteso come personal computer, in senso lato) da più di qualche anno.
In questo blog cercherò di rievocare quelli che, almeno per me, sono stati gli albori dell'informatica, ricostruiti attraverso i miei ricordi, i documenti presenti in abbondanza sul web e, per chi vorrà, i contributi esterni...
Con, ogni tanto, un occhio al presente e qualche considerazione spassionata sull'attuale panorama informatico...
E adesso...

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postato da: zioflat alle ore 22:17 | link | commenti
categorie: retrocomputing, c64